La tavola nomade di Paola Navone

70,00 

a cura di Cintya Concari e Roberto Marcatti
Sfera Edizioni – Bari – 2025
Progetto mostra e allestimento: Cintya Concari e Roberto Marcatti – RMA Studio – Milano
Progetto grafico: Donata Bologna
Contributi scritti di: Cintya Concari, Roberto Marcatti, Giulio Cappellini, Patrizia Catalano, Vincenzo Cristallo, Massimo Iosa Ghini, Giacomo Mojoli, Massimilano Ornaghi, Rosanna Veneziano.
Patrocini Gratuiti: Ordine Architetti Lecce
Codice ISBN: 979-12-82019-18-7

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Categoria:

A cura di Cintya Concari & Roberto Marcatti
Curatori

Imperfetta, destrutturata, conviviale, multiculturale, artigianale ma allo stesso tempo gioiosa, allegra, ironica.
Sono 8 le tavole nomadi proposte da Paola Navone, architetto e designer a tutto tondo che quest’anno sarà la protagonista della mostra culturale all’interno dell’evento Mercatino del Gusto giunto alla sua XXVI edizione e dedicato ancora una volta a narrare la cultura del cibo e del progetto.
Grazie a questa ricorrente iniziativa condivisa con l’Associazione Mercatino del Gusto, la Presidenza del Consiglio della Regione Puglia e il Polo Biblio Museale di Puglia, collaborazione che si rinnova annualmente nell’affrontare la tematica “cibo e design” così presente nella vita di tutti i giorni, la mostra espositiva è ospitata per il quarto anno consecutivo negli spazi istituzionali del Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia di Maglie per raccontare ai visitatori lo stretto collegamento tra l’evoluzione di una socialità antica raccontata al suo interno, fino alla declinazione delle abitudini del nostro vivere contemporaneo.
Otto aeree espositive all’interno delle quali ognuna sintetizza concetti di funzionalità e memoria amplificando convivialità e relazioni sociali consentendo così a Paola Navone – Otto studio – di esprimere la propria impronta creativa sui differenti linguaggi stilistici ed esigenze del fruitore. Il susseguirsi delle tavole esposte ci mostra la sua capacità di adattarsi a codici estetici personali che richiamano i differenti luoghi nel mondo che lei ha avuto modo di esplorare e a cui ispirarsi, grazie proprio alla sua progettualità versatile e dinamica.
E non dimentichiamoci che Otto è un numero speciale, un numero “magico”. È il numero atomico dell’ossigeno, l’elemento che rende possibile la vita. Otto sono i pianeti del nostro sistema solare. e otto sono le direzioni della Rosa dei Venti. E non per niente il suo segno grafico, ruotato di 90 gradi, diventa il simbolo dell’infinito, un numero quindi che ci piace pensare come opportunità di incontro e di dialogo culturale tra Oriente e Occidente. declinato attraverso una comune cultura del cibo e del progetto.
L’area blu e blu, l’area Atelier di pittura, l’area Pop, l’area Metal Baroque, l’area White Shape, l’area Pesci, l’area Folk e infine l’area Pic Nic

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